Chiara Appendino, sindaca di Torino, condannata a un anno e mezzo per la ressa del 2017 in Piazza S. Carlo

1' di lettura 27/01/2021 - La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata, con rito abbreviato, per i fatti di piazza San Carlo, a un anno e sei mesi, con sospensione condizionale della pena.

Le accuse sono di: lesioni, disastro e omicidio colposi per i fatti verificatisi il 3 giugno del 2017 quando, durante la finale di Champions tra Juve e Real, tre persone rimasero uccise e 1.500 ferite nella calca e nel panico che si scatenarono durante la proiezione. Condannati a un anno e mezzo anche tutti gli altri imputati. Le accuse erano di lesioni, disastro e omicidio colposi. Tra di loro, l'ex capo di Gabinetto Paolo Giordana, l'ex presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese, l'ex questore Angelo Sanna e l'architetto Enrico Bertoletti.

Appresa la sentenza, la sindaca ha dichiarato: "Accetto e rispetto la sentenza. È una decisione che accetto e rispetto, anche per il ruolo che rivesto. La tesi dell'accusa, validata in primo grado dalla Giudice, è che avrei dovuto prevedere quanto poi accaduto e, di conseguenza, annullare la proiezione della partita in piazza. È una tesi - ha detto Chiara Appendino - dalla quale mi sono difesa in primo grado e che, dopo aver letto le motivazioni della sentenza con i miei legali, cercherò di ribaltare in Appello perché è evidente che, se avessi avuto gli elementi necessari per prevedere ciò che sarebbe successo, l'avrei fatto. Ma così non fu e, purtroppo, il resto è cronaca. È altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto folle di una banda di rapinatori".






Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2021 alle 16:22 sul giornale del 28 gennaio 2021 - 199 letture

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