Covid, l'infettivologo Galli: "Dalla Sardegna una lezione da apprendere per non arrossire di vergogna. Ottimismo per l'estate"

3' di lettura 23/03/2021 - Cos,ì Massimo Galli, l'infettivologo dell'ospedale "Sacco" e dell'università Statale di Milano, intervenendo alla trasmissione "Agorà" di Rai3.

"Voglio essere ottimista per l'estate. Per le prossime settimane dovremo avere pazienza e cautela e questo è un dato di fatto. La terza ondata di Covid-19"è in marcia, è ripartita e bisogna capire fin dove si è estesa. I dati degli ultimi giorni sono i soliti dati da weekend - ha sottolineato Galli - dobbiamo vedere se si mantengono e me lo auguro con tutto il cuore. Comunque sia, quello che vedremo domani e dopodomani è già delineato, scritto da quello che è accaduto, non lo possiamo fermare. Possiamo fermare, e mi auguro che si stia fermando, un'ulteriore diffusione dei contagi. E per farlo, il vaccino è uno strumento chiave".


"Anche quella della Sardegna", (passata da bianca ad arancione), è una lezione: il conseguimento di determinati risultati che non hanno il tempo di consolidarsi - ha avvertito l'esperto - fa sì che basti poco e bastino pochi giorni perché tutto di nuovo si ribalti e vada di nuovo dal bianco al colorato. Per non arrossire poi tutti quanti di vergogna sarà importante, e questo riguarda i responsabili politici e i consiglieri scientifici, dire una volta per tutti che i risultati vanno consolidati, e solo a risultato consolidato si può pensare a qualsiasi tipo di riapertura. Speriamo davvero che la curva epidemica stia rallentando. Vediamo i prossimi giorni".

Per l'infettivologo Galli: "Il vaccino è arrivato già in ritardo. Quando si è fatta una programmazione forse azzardata, favorendo i settori di pubblica utilità e ipotizzando che a quel punto si sarebbe stati molto avanti nei confronti degli anziani; quel che è successo è che i settori di pubblica utilità, anche perché molto più raggiungibili, hanno finito per essere vaccinati mentre gli anziani - davanti al fallimento in alcune Regioni e certamente in Lombardia del sistema di convocazione - hanno avuto i loro grandi problemi e continuano a essere sottovaccinati ed è una cosa gravissima. Perché quelli che riempiono gli ospedali e vanno all'altro mondo sono gli anziani".

"L'importanza di vaccinare gli anziani - ha spiegato Galli - è per garantire a loro di superare il rischio della malattia, ma anche al sistema di funzionare dal punto di vista dell'assistenza sanitaria in generale e di non dover avere importanti sacrifici di attività cannibalizzate dall'assistenza per Covid. E' un problema di gravità assoluta che continua a riproporsi: stiamo di nuovo rimandando una serie di interventi e prestazioni sanitarie per il fatto che il sistema è assorbito nelle sue attività prevalentemente da Covid".

"Detto questo, - ha concluso Galli - sarebbe stato necessario capire prima che dovevamo cambiare musica visto che il vaccino non c'era. E non è stata certo una dimostrazione di grande leadership andare dietro a Germania in maniera abbastanza acritica bloccando il vaccino AstraZeneca prima di avere in mano evidenze. Secondo me per gli eventi molto rari prima si fa l'inchiesta e poi si sospende il vaccino eventualmente, perché facendo viceversa si fanno solo danni in momento in cui di vaccino ce n'è troppo poco. La domanda è cosa ci sta a fare l'Ema se poi i governi decidono loro quando fa comodo a loro ed è come se non ci fosse. La flessibilità degli accordi mi sembra che diventa plasmabile alla necessità politica del momento".






Questo è un articolo pubblicato il 23-03-2021 alle 09:12 sul giornale del 24 marzo 2021 - 120 letture

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